Mario Schifano, Senza titolo, 1979


Mario Schifano

Senza titolo, 1979

Smalto su tela, 99,5 x 127,5 cm


Lo sfondo si sviluppa orizzontalmente mediante pennellate di colore rapide e decise che variano dal blu intenso, passando per il giallo scuro, attraversato da un’interruzione di colore, per terminare in un verde cupo. Le linee preparatorie che scandiscono la tripartizione dello sfondo sono visibili all’interno del soggetto: un cavallo bidimensionale che prende forma mediante l’impiego di una marcata linea a matita, lasciato volontariamente privo di colore per esaltare il contrasto cromatico.

Dopo essersi trasferito a Roma con la famiglia, negli anni immediatamente successivi al secondo dopoguerra, Mario Schifano, che ha alle spalle un apprendistato presso il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, inizia a dipingere negli anni Sessanta. A seguito di un viaggio in America, la sua produzione artistica è intrisa di richiami alla Pop art, ma al contempo si allontana dalla volontà pop di nascondere nell’opera la mano pittorica. Affronta una crisi ideologica, che lo porta a periodi di isolamento, abbandona così le immagini televisive e le scritte pubblicitarie che hanno caratterizzato i primi anni delle sue opere. Nel 1978, con una nuova e ritrovata freschezza, torna alla Biennale di Venezia con le serie Al mare e Quadri equestri. Il tema dell’opera Senza titolo è dunque ricorrente e fa leva sulla contrapposizione tra il soggetto, lasciato bianco, e lo sfondo, dai colori sempre più accesi.
Silvia Caresta