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Concetto Pozzati, Senza titolo, 1976

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Concetto Pozzati Senza titolo , 1976 Tecnica Mista, Collage su carta, 70 x 100 cm L’opera è autenticata in basso, al centro. L’opera si compone di applicazioni di varia natura. La superficie del quadro è ricoperta da un totale di ventiquattro buste da lettere, applicate al supporto attraverso delle graffette di metallo. Le buste sono ripartite in quattro colonne, composte da sei ciascuna. La composizione si caratterizza per un’assenza quasi totale del colore, se non fosse per l’ultima riga in basso. Dalle buste più esterne fuoriescono due quadratini di tela, che ritraggono due conchiglie ci colore nero. Dalle due centrali si affacciano due cartoncini di colore blu. L’opera presenta due piccoli strappi, non è chiaro se voluti nel significato totale dell’opera o meno.   Concetto Pozzati (1935-2017) è stato uno dei protagonisti più attivi della cultura italiana del secondo dopoguerra. La sua attività inizia nel 1949 a Bologna, dove frequenta l’Istituto d’Arte. Dopo gli esordi nel ...

Umberto Buscioni, Rosa su rosa, 1976

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  Umberto Buscioni Rosa su rosa , 1976 Olio su tela, 60 x 50 cm Lo sfondo si sviluppa sulle diverse gradazioni di tre colori: il rosa, l’azzurro e il giallo ocra. La rosa, soggetto principale, poggia su pannelli che ne scompongono i petali mediante un attento gioco cromatico: il fiore è contornato da stampelle di plastica di colore bianco. Umberto Buscioni nasce e si forma nel pistoiese. È un operaio ceramista e il suo approccio con l’arte è stato una lenta e progressiva conquista. Inizia a dipingere agli inizi degli anni Sessanta, una volta abbandonato il suo lavoro in fabbrica. Negli anni Settanta protagonista dei suoi dipinti non è l’oggetto nella sua interezza, ma la frammentarietà delle parti che lo compongono. Ne è un esempio Rosa su rosa, in cui i petali del fiore vengono singolarmente analizzati nei pannelli che compongono lo sfondo. Lo stesso soggetto viene ripreso da Buscioni nel 1977 in due dipinti: Rosa nera e Peccato originale. La sua è una pittura delle metafore, i cu...

Fernando De Filippi, Per difesa, 1971

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Fernando De Filippi Per difesa , 1971 Acrilico su tela, 60 x 60 cm   Un personaggio armato di mitra è davanti al pittore, o forse davanti allo spettatore: ci sta puntando. Ma l’uomo è collocato in un cerchio diviso da linee di mira: al contempo aggredisce e si difende, braccato come una bestia in una tenzone di morte. Le coordinate del mirino sono le delimitazioni spazio-temporali di quest’uomo, la sua prigione, nell’occhio obiettivo dell’arma, l’indicazione della sua situazione attuale e del suo destino immediato. De Filippi si forma all’Istituto d’Arte di Lecce, sua città natale, dove esordisce molto giovane presso la Galleria “il Sedile”, nel 1959. Nel corso della sua lunga carriera artistica spazia tra pittura, fotografia, video, performance, installazione e scultura monumentale. È stato il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera dal 1991 al 2009 e dell’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona dal 2009 al 2011. Lunga è la lista delle mostre allestite in Ita...

Mario Schifano, Senza titolo, 1973-78

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  Mario Schifano Senza titolo,  1973-1978 Tecnica mista su carta, 100 x 70 cm La tela bianca contiene due stampe colorate, applicate con materiale industriale, di forma rettangolare. Su quella più in alto a destra risalta il cielo azzurro con le nuvole bianche. Nella seconda abbiamo un altro cielo con colore ancora più inten so, a tratti anche blu. Al di sotto emergono all’orizzonte dune e distese di varie tonalità intense, che spaziano tra le tonalità del giallo, del marrone e dell’ocra. Mario Schifano nasce in Libia, ma dopo pochissimi anni si ritrova a Roma come rifugiato. Incomincia presto a dipingere da autodidatta, le sue prime esposizioni a Roma risalgono ai primi anni Cinquanta. Pur essendo amante della storia dell’arte e della cultura classica non si limita a dipingere ma sperimenta molte forme di comunicazione. Se in Italia possiamo definirlo uno dei maggiori esponenti della Pop Art, nella sua intensa carriera si è cimentato anche con approcci e tecniche sperimen...

Paolo Baratella, Divertimento n. 1, 1977

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Paolo Baratella   Divertimento n. 1 , 1977 Tecnica mista e applicazioni su tela, 70 x 70 cm In Divertimento n.1 di Paolo Baratella, vi è una figura maschile decisamente presente in netto contrasto con lo sfondo nero. Vi è un gioco di chiaro scuro per quanto riguarda le forme e posizionati in determinati punti vi sono giochi di schizzi e di colore.  Gli anni Settanta sono anni di innovazione e rivoluzione: la tecnologia e la fotografia si fanno strada. Le aziende investono, sui grandi schermi il marketing e la pubblicità sono ‘attrezzi’ di successo e protagonisti insieme ai ‘colossal’ dell’epoca prodotti da Hollywood. Questo caos di ossessive immagini della comunicazione di massa e città bombardate dall’informazione per il consumo, con le case riscaldate dal nuovo focolare televisivo, si riflette nei quadri di Paolo Baratella, a dimostrazione che ogni epoca riesce a mettere il marchio a tutti, conformisti e non. Paolo Baratella nasce a Bologna nel 1935. Trascorre l’infanzia nel...

Giosetta Fioroni, Fiaba di magia, 1978-2005

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  Giosetta  Fioroni Fiaba di magia , 1978-2005 Tecnica mista su cartoncino, 70 x 50 cm In basso, a destra, coperto da vernice rossa: “Giosetta Fioroni | Roma – Bologna ‘78” In basso, al centro: “Giosetta Fioroni ‘05”   Su sfondo bianco sono applicati ritagli di illustrazioni. Nella parte inferiore del dipinto un castello è immerso in un parco con fontana che ricorda le illustrazioni di una fiaba inserito in un cielo stellato. In alto un decoupage, applicato mediante l’impiego di nastro bianco, in cui diviene soggetto una pennellata densa e compatta di colore blu. L’opera è capeggiata dalla scritta ‘favola’ in rosso che si ripete ritmicamente fino alla sua scomparsa. Giosetta Fioroni è figlia d’arte: padre scultore e madre pittrice, inserita da subito in un contesto artistico, studia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma; è una delle poche esponenti donna del suo tempo. Partecipa alla Quadriennale nel 1955 e l’anno successivo espone alla Biennale di Venezia. Intorno a...

Sandro Melarangelo, Lotte del Vomano,1978

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Sandro Melarangelo   Lotte del Vomano , 1978 Pittura murale a secco con tempera, 350 x 350 cm Firmato con dedica e data in basso a destra: “A TOM AI LAVORATORI DELLA VAL VOMANO SANDRO MELARANGELO 1978” Locale dell’Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario - ADSU, secondo piano Via Melchiorre Delfico, 73 - Teramo. Nel dipinto si raffigurano i fiumi prosciugati dell’alta montagna teramana ripercorsi dalle masse popolari che invadono i greti, straripando verso valle. In primo piano ci sono grandi figure di uomini e donne urlanti, ritratte con i volti segnati dalla fatica. Sono state utilizzate tonalità accese e amalgamate in un impasto quasi materico. Luigi Tom Di Paolantonio è al centro della scena per sottolineare il suo ruolo di capo politico nella lotta. Il murale è dedicato alle mobilitazioni sindacali dei primi anni Cinquanta messe in atto sulla base del Piano del Lavoro di Giuseppe Di Vittorio. Le manifestazioni coinvolsero giovani, donne, masse popolari e ceti produttiv...