Fernando De Filippi, Della memoria, 1970
Fernando De Filippi
Della memoria, 1970
Acrilico su
tela, 100 x 100 cm
In
questo quadro convivono i vari momenti di una storia, ma anche la parola
scritta, in italiano e in cirillico. Nell’esaminare l’opera notiamo che è divisa
in due parti: una superiore e una inferiore. La parte soprastante dell’opera è
costituita da colori e disegni di alberi posti in contrasto tra loro. Il
contrasto viene evidenziato dai colori giallo e verde, e su di esso si rilevano
delle linee oblique trasparenti. Le linee sono “appiattite” da righe
orizzontali e verticali che vanno a costituire una griglia gialla. In alto al
centro vediamo che è riportata in stampatello bianco la parola russa «ЗНАКОМСТВО
и» che sta a significare “incontri”, mentre in basso al centro c’è scritto con
il colore rosso «КУЛТУРЕ» che in serbo vuol dire “culture”. Spostandoci nella
zona inferiore del quadro, osserviamo che viene rappresentata una sorta di
pellicola costituita dalle varie sfumature di blu in cui è raffigurata una
folla di soldati in guerra susseguita da una linea rossa e per ultimo da una
striscia di colore nero. L’artista decide di concludere l’opera con una frase
che si trova posta infondo al dipinto: «un lavoro della memoria fondato sull’impiego
parallelo di da».
De
Filippi si forma all’Istituto d’Arte di Lecce, sua città natale, dove esordisce
molto giovane presso la Galleria “il Sedile”, nel 1959. Nel corso della sua
lunga carriera artistica spazia tra pittura, fotografia, video, performance,
installazione e scultura monumentale. È stato il direttore dell’Accademia di
Belle Arti di Brera dal 1991 al 2009 e dell’Accademia di Belle Arti “Cignaroli”
di Verona dal 2009 al 2011. Lunga è la lista delle mostre allestite in Italia e
all’estero, incluse cinque edizioni della Biennale di Venezia.
Analizza
un sistema di impotenza, ovvero la storia dell’uomo alla quotidiana ricerca di
uno spazio nel tentativo di autodifendersi. La lettura di questo quadro
sviluppa una sorte di asfissia, di una situazione che diventa sempre di più
soffocante. De Filippi realizza delle immagini sempre più chiare, più leggibili
dove si vede la necessità di accrescere il contatto con una realtà che vuole
sempre in maggior misura riconquistare. La foto secondo De Filippi diventa un
modo preliminare di accostamento alle immagini in cui diviene quindi la nozione
visiva attuale.
Roberta
Iacone
