Giosetta Fioroni, Asia, 1970
Giosetta Fioroni
Asia, 1970
Matita e smalti su carta 33 x 25 cm
Un volto femminile è evocato da una bocca e un naso, riempiti da smalto di color argento. La stessa matita che traccia i lineamenti del soggetto segna anche una linea divisoria netta nella parte superiore e incornicia l’occhio sinistro della donna. Il tutto sembra essere inscritto all’interno di una pergamena sapientemente disegnata, tramite quelle che sembrano bruciature.
Giosetta Fioroni è figlia d’arte: padre scultore e madre pittrice, inserita da subito in un contesto artistico, studia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma; è una delle poche esponenti donna del suo tempo. Partecipa alla Quadriennale nel 1955 e l’anno successivo espone alla Biennale di Venezia. Ciò che la distingue dagli artisti a lei contemporanei è il suo profondo legame con la poesia, che emergerà nella sua produzione artistica. Precedente rilevante per comprendere Asia è il ciclo degli argenti, opere che prendono forma su basi fotografiche, in cui viene spesso tracciato il contorno dei soggetti, specie volti femminili. L’impiego del monocolore argento è un richiamo alla memoria e al cinema, tema a lei particolarmente caro.
Silvia Caresta
