Joseph Beuys, Fondazione per la rinascita dell'agricoltura, 1978
Serigrafia su cartone pesante, 63,5 x 93,03 cm
Joseph Beuys, ‘lo Sciamano dal cappello
di feltro’, è stato uno dei più significativi personaggi della storia dell’arte
mondiale del secondo dopoguerra, anticipatore di quelle questioni ambientali,
economiche e umanitarie di urgente attualità. L’opera presente in mostra è il
manifesto simbolo di un importante evento che si svolse proprio in Abruzzo il
12 febbraio 1978 alla Borsa Merci di Pescara, in cui fu presentata per la prima
volta in Italia la Free International University, in seguito alla
manifestazione di Kassel (Germania) del 1977, a cui la foto si riferisce. In
questo evento pescarese furono condensati e divulgati dall’artista stesso i
concetti base del suo pensiero rivoluzionario. L’Abruzzo, terra d’elezione di
Beuys, registrava già da qualche anno la sua assidua presenza a Bolognano, in
provincia di Pescara.
La complessa eredità artistica di
Beuys si incarna in un profondo ripensamento del rapporto dell’uomo con
l’universo, dove egli stesso per primo vive l’arte e la vita come un tutt’uno;
in quegli anni Settanta, come un preveggente, avverte che l’umanità subirà sempre più drammaticamente la crisi
ecologica, la folle e crescente minaccia bellica, l’allargarsi dell’abisso tra
nazioni ricche e povere.
“L’uomo e la
natura, con l’animo riconciliato, costruiranno un mondo vero. Ogni uomo
è un artista”, diceva Beuys, riferendosi alle qualità che ogni persona
ha dentro di sé e di cui può avvalersi nell’esercizio di una qualsiasi
professione o mestiere, cercando un’esistenza in profonda, fraterna
collaborazione. La difesa della natura, quindi, è da intendersi non solo sotto
l’aspetto ecologico, ma soprattutto in senso antropologico. Riflette
e ripensa una nuova agricoltura: a Bolognano in quegli anni fonda una
piantagione di 7000 alberi di specie in via di estinzione che chiamerà Paradise,
tutt’ora attiva.
Cesarina Di Domenico
