Virgilio Guidi, Occhi nello spazio, 1975-76



Virgilio Guidi

Occhi nello spazio, 1975-76

Olio su tela, 40 x 50 cm


Su un fondo rosso fuoco, entro una campitura circolare cerulea, sono delineati sinteticamente diciotto occhi in ordine all’apparenza sparso. L’opera fa parte dell’ultima fase creativa di Virgilio Guidi, quando l’artista semplifica all’estremo le forme figurali, del resto mai abbandonate sin dalla sua fase spazialista. Esse, trattate in negativo sulla superfice monocroma, sono nient’altro che punti e linee fluttuanti nello spazio pittorico. La composizione pare un’evoluzione sintetica di un ciclo cominciato agli inizi degli anni Settanta; in cui l’artista crea delle grandi “Teste”, collocate diagonalmente sulla tela. 

Virgilio Guidi nasce e si forma a Roma. Nel 1911 si iscrive all’Accademia di Belle Arti e per proprio conto studia Giotto, Piero della Francesca e Correggio. Nel 1962 il Comune di Venezia organizza una sua ampia mostra antologica. Sviluppa le “Architetture cosmiche” e riprende il tema delle marine. Nel 1963 inizia i nuovi cicli tematici: prigioniera, marine astratte, grandi occhi, cielo. Nel biennio 1969-70 da inizio al primo ciclo sul tema dell’albero. Suggestionato dalle foreste marchigiane conosciute in occasione del viaggio a Recanati, inizia a dipingere i “Grandi Alberi”. Tra il 1974 e il 1976 nella Galleria di Palazzo d'Accursio a Bologna, si espongono le opere donate alla Galleria d'Arte Moderna. Una mostra di cento opere e dieci poesie inedite è presentata nella Villa Simes a Piazzola sul Brenta. In questi anni dipinge nuovi cicli di Incontri, di “Figure agitate”, di “Figure inquiete”.


Francesca Pia Leccese